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Ricordando lo "zio" Michele Zappella

  E' con profondo dolore che ho letto della morte di Michele Zappella un neuropsichiatra infantile sui generis . Ho saputo oggi, dai necrologi, che era nipote di Mario Tobino. Nei nostri lunghi e inutili viaggi della speranza per sconfiggere l'autismo di Mattia, arrivammo anche da lui a Siena. Dopo un'osservazione di vari giorni all'Ospedale delle Scotte ci recammo nel suo ambulatorio privato che aveva una bellissima vista su Siena. Il professore, già anziano, ci apparve subito comunicativo e accogliente. Era alto e protettivo e con i bambini ci sapeva fare, era proprio come me lo ero immaginato leggendo i suoi libri. Si faceva chiamare “zio” dai bambini che visitava: Mattia si mise subito a gironzolare per la grande stanza mettendo tutto a soqquadro e io lo guardavo preoccupata cercando di fermarlo. Ma fu Michele Zappella che mi fermò intimandomi di lasciarlo fare perché voleva osservarlo. Mentre parlava con me e Andrea osservava di lato e senza alcuna preoccupazione...

Cuore, scelta, vita, morte

Non riesco a non pensare a quel bimbo di Napoli che non potrà avere una seconda possibilità: troppo usurato il suo corpo per un  nuovo trapianto dopo il primo gravissimo errore. Troppo prezioso quel cuoricino che potrà essere trapiantato su un altro bambino con maggiori possibilità di successo.  E ripenso a me giovane mamma e al mio Nico a cui, appena nato, fu prospettato il trapianto di cuore poi sostituito da un intervento pionieristico a Montecarlo quando ancora non aveva due anni, l'età di Domenico. Ripercorro la storia di Nico e lo vedo piccolissimo, bello e roseo diventare cianotico in poche ore. Lo vedo ricevere per due volte l'estrema unzione. Ricordo i volti preoccupati delle decine di medici che  cercavano di capire quale fosse il suo problema. Il pensiero mi riporta ai  tanti reparti di cardiochirurgia dove abbiamo soggiornato: Massa, Roma, Parma, Montecarlo, Pisa.  Nico ha subito tre interventi a cuore aperto ed è per la nostra famiglia la gioia più ...

Cosa volevi dirci stanotte Mattia?

Stanotte è successa una cosa strana: ti ho sognato.  Stavamo tornando a casa da un qualche evento serale e camminavano su un lungomare imprecisato, forse ligure? Non saprei; il ricordo si è mescolato con quello di me bambina per mano a mia madre, a Lerici. Io camminavo e tu saltellavi nel tuo modo goffamente gioioso al mio fianco, né troppo lontano, né troppo vicino. Ad un tratto il panico mi ha avvolta: non riuscivamo a trovare la mia auto e così abbiamo continuato ad andare  avanti e indietro, indietro e avanti per quel lungomare che poi si divaricava e si divaricava ancora e non siamo riusciti a raggiungere la meta. Ma  quando stamani ho raccontato ad Andrea (tuo padre) il sogno che avevo fatto anche lui mi ha detto di averti sognato in un'analoga situazione. Ti aveva portato a passeggio in campagna, come spesso faceva, ma ad un certo punto inerpicandosi verso una montagna sempre più alta non siete riusciti a ritrovare la strada per tornare a casa. Cosa volevi dirci Ma...

Processo Stella Maris Udienza del 24 giugno 2025

Processo Stella Maris udienza del 13 febbraio 2024 TELEGRANDUCATO

La giustizia è l'utile del più forte

Il  sofista Trasimaco ne "La Repubblica"   sosteneva la tesi che la giustizia fosse l'utile ( sympheron ) del più forte.  ... ciascun governo istituisce leggi ( nomoi ) per il proprio utile; ...questo, mio ottimo amico, è quello che dico giusto, il medesimo in tutte quante le  poleis , l'utile del potere costituito. Ma, se non erro, questo potere detiene la forza. Così ne viene, per chi sappia ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all'utile del più forte  (338e-339a) . Per Trasimaco, dunque, la giustizia  si presentava in tutti i casi come uno strumento del potere costituito. Cinque anni di frequentazioni delle aule giudiziarie, cinque anni di cose viste hanno cambiato completamente la mia prospettiva. sulle vicende giudiziarie di questo Paese. Io credevo fortemente nel valore fondante e nell'indipendenza della magistratura e anche adesso che queste mie certezze vacillano voglio crederci, devo crederci perché l'alternativa sarebbe...

Li chiamo pazienti perché hanno patito

Oggi 15 novembre 2022, ennesima udienza del processo relativo ai maltrattamenti perpetrati nella struttura  di Montalto di Fauglia della Stella Maris.  Ha parlato (tra gli altri) il criminologo dell'Università di Genova Alfredo Verde, consulente del PM  con il compito di visionare i video installati dai carabinieri che nell'estate del 2016,  in meno di quattro mesi di riprese, testimoniarono ben 208 episodi di maltrattamenti  ai danni dei disabili della struttura. Verde ha evidenziato il modo usuale di gestire i pazienti con tecniche improprie in quella che si autodefinisce una struttura d'eccellenza. Ha parlato del "piacere di fare del male" e del refettorio come di (cito le sue parole) "una specie di teatro collettivo a cui tutti assistevano alla rappresentazione messa quotidianamente in scena senza sentire il bisogno di intervenire". L'indifferenza degli altri, di fronte all'abuso di alcuni rende possibile la perpetuazione del male stesso e te...

La forza di resistere

Quando i nostri genitori ci dicevano: ma perché volete indagare sulla morte di Mattia? Quella ferita, così, non sarà mai rimarginata...noi dicevamo: no, non importa!  Vogliamo sapere la verità. Quando i nostri amici ci chiedevano: ma perché insistere nel cercare? Perché insistere nell'angustiarvi? Perché indebitarvi? Ormai Mattia è morto, lasciatelo riposare....noi dicevamo: no, andremo avanti! Quando il nostro avvocato ci avvertiva dicendoci: dovrete farvi una corazza, sarete voi ad essere messi sul banco degli imputati....noi rispondevamo: ce la faremo! Eppure poi quando ti trovi di fronte alla realtà processuale tutto prende forma in modo inesplicabile e pirandelliano e la verità si frantuma, cambia aspetto, i vari punti di vista si fondono, si scindono, si intersecano, ....tutto si combina in modo diverso e ciò che appariva lineare si manifesta in modo confuso, a volte contraddittorio, nelle parole degli avvocati delle parti in causa. E così i genitori diventano arrogan...

Mai essere indifferenti #mattiaunodinoi

  “Siamo tutti legati” ha avuto la sua prima presentazione “dal vivo” e la presenza fisica, dopo l'immaterialità e la lontananza della comunicazione online, ha fatto la differenza.  Ma la differenza l'ha fatta soprattutto il pubblico: in questo caso si trattava di parlare davanti a degli studenti di    due classi quinte dell’indirizzo Socio-sanitario dell’Istituto Santoni di Pisa, ragazzi come i miei ma per i quali avevo un ruolo diverso: non ero la loro  docente ma una mamma con l'urgenza di raccontare una storia che non dovrà mai più ripetersi e loro erano la platea giusta alla quale veicolare questo messaggio.   Diversi studenti avevano letto il libro, alcuni ne faranno oggetto di discussione per l’elaborato previsto per l’Esame finale,   saranno gli adulti che lavoreranno in strutture per anziani e per ragazzi come Mattia.        L’indignazione che hanno mostrato al racconto dei maltrattamenti andrà coltivata e incanalata n...

Senza sosta

Quando dicemmo al nostro avvocato, già impegnato a seguire la difficile vicenda dei maltrattamenti, che volevamo vederci chiaro sulla straziante morte di Mattia, ci invitò a riflettere bene e a pensarci con calma.  Sapevamo che la strada sarebbe stata lunga, dura e piena di pericoli. Sapevamo che avevamo di fronte un colosso contro il quale noi eravamo nudi e indifesi.  Sapevamo tutto questo ma abbiamo deciso di andare avanti, tassello dopo tassello, prova dopo prova, abbiamo ricostruito minuziosamente gli ultimi mesi di vita di nostro figlio, tutti i passaggi sono stati accuratamente ripercorsi e registrati. Le prove avevano una loro validità e il PM ha rinviato a giudizio due dottoresse.    E adesso? Le luci si fanno ombre, l'attesa diventa lacerante, già per due volte l'udienza preliminare è stata rinviata e ci chiediamo: sarà sempre così? Vedremo mai la fine? Riusciremo ad avere giustizia?  So solo che lotteremo fino alla fine, senza sosta.

"Siamo tutti legati". Il libro presentato dall'ANMIC di Pisa

50 Canale Processo Maltrattamenti 16 febbraio 2021

50 Canale Processo Maltrattamenti 16 febbraio 2021

"Siamo tutti legati" trailer

Siamo tutti legati intervista a 50 Canale

Il ricordo del babbo la sera prima del tuo compleanno

La foto che ho sul tavolo in ufficio  mostra il tuo volto pensieroso e tu che con la mano ti tocchi la fronte  con aria assorta e allora ti rivedo come in un film, con i colori della tua breve vita che sono: l'azzurro del mare il verde dei prati, sono il giallo dei tuoi riccioli e penso a come questi colori abbiano alla fine lasciato lo spazio al grigio e poi al nero della disperazione che domattina giorno del tuo compleanno sarà ancora più forte,. CIAO MATTIA OVUNQUE TU SIA .

Due anni

Due anni senza di te e oggi neanche una preghiera sulla tua tomba...tutto è chiuso, tutto è serrato e non posso non pensare con dolore ai tanti morti senza un volto familiare vicino,senza una parola di conforto, senza una degna sepoltura. Tutto è duro, terribile, pauroso, distante, sospettoso, autoritario in questi tempi di coronavirus, tempi nei quali anche la pietas per i morti non trova posto. Come Antigone mi attanaglia il dilemma tra l'obbedire ad una legge dello Stato o ad una legge di natura ma poi non posso che accettare di seguire la prima e guardare da lontano, da un muro sbrecciato, una tomba bianca in lontananza con i fiori ormai appassiti.

Strenna natalizia

E di nuovo sta per giungere Natale, ancora una volta senza di te, figlio mio.     Cerco di non pensare al passato, di andare avanti (tutti me lo dicono e così deve essere) ma ci sono dei giorni in cui prevale il buio e il vuoto lacerante.   Faccio di tutto per non ricordare i dolci Natali di tu piccolino e gioioso, alle luci, ai colori e  alle canzoni che tanto amavi.   Non voglio pensare, non devo pensare, per questo ho scelto di non tirare giù il vecchio albero dalla mansarda e di comprarne uno nuovo come se questo potesse allontanare un ricordo languido e traditore.   Poi all’improvviso riemerge dal nulla una strenna natalizia, un calco della tua manina paffutella non so più se delle elementari o delle medie e mi accorgo che vano è stato il mio tentativo di non pensare a te.

Il senso di colpa

C’è un tarlo che rode i genitori costretti a convivere con la disabilità e a prendere ogni giorno decisioni difficili: il senso di colpa. Ci si domanda sempre: dove ho sbagliato? Cos’altro avrei potuto fare? Ed ogni attimo la mente rimugina sulle possibili strade alternative che avremmo potuto prendere e non abbiamo preso, sulle scelte immaginate e mai compiute, sui percorsi progettati e mai attivati. Da quando sono nati i gemelli io ho vissuto costantemente con il senso di colpa nonostante abbia dedicato la mia vita a loro, nonostante abbia rifiutato incarichi importanti per non separarmi da loro, nonostante tutto.   Adesso che Mattia non c’è più, da un anno e cinque mesi, non passa giorno della mia vita nel quale non pensi   che avrei potuto fare altre scelte.   Avrei potuto tenerlo sempre con me, oppure avrei potuto non portarlo a casa oppure, quella tragica sera, dargli altro da mangiare.   Avrei potuto buttare via tutti gli psicofarmaci e passare io stes...

Principessa

Sono sedici mesi che Mattia ci ha lasciato e da stamani manchi anche tu da questa casa dove vivevi da diciannove anni. Sei uscita di casa con la solita grazia ed eleganza che ti accompagnava da sempre ma ormai stanca, magra, senza forze, claudicante. Un mese fa ci hai fatto stare in pena ed hai trascorso qualche giorno in clinica veterinaria, sapevamo che eri molto anziana. Ce l'hai fatta ma per poco. Ieri sera non riuscivi a mangiare ed hai bevuto pochissimo. Principessa, così aveva voluto chiamarti Mattia, proprio come la cavallina con la quale faceva ippoterapia. Capitasti da noi una sera d'estate mentre stavamo cenando in giardino, un sordo miagolio sotto il tavolo attirò la nostra attenzione: eri tu dolce gattina tigrata, ancora piccolissima. Ti abbiamo subito adottata e sei cresciuta con i gemelli che si prendevano cura di te e tu di loro. Ti abbiamo cercato per tutto il giorno, sotto la pioggia battente e non ti abbiamo trovata. Sarai andata a morire in un posto lontan...