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Cuore, scelta, vita, morte

Non riesco a non pensare a quel bimbo di Napoli che non potrà avere una seconda possibilità: troppo usurato il suo corpo per un  nuovo trapianto dopo il primo gravissimo errore. Troppo prezioso quel cuoricino che potrà essere trapiantato su un altro bambino con maggiori possibilità di successo.  E ripenso a me giovane mamma e al mio Nico a cui, appena nato, fu prospettato il trapianto di cuore poi sostituito da un intervento pionieristico a Montecarlo quando ancora non aveva due anni, l'età di Domenico. Ripercorro la storia di Nico e lo vedo piccolissimo, bello e roseo diventare cianotico in poche ore. Lo vedo ricevere per due volte l'estrema unzione. Ricordo i volti preoccupati delle decine di medici che  cercavano di capire quale fosse il suo problema. Il pensiero mi riporta ai  tanti reparti di cardiochirurgia dove abbiamo soggiornato: Massa, Roma, Parma, Montecarlo, Pisa.  Nico ha subito tre interventi a cuore aperto ed è per la nostra famiglia la gioia più ...
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Cosa volevi dirci stanotte Mattia?

Stanotte è successa una cosa strana: ti ho sognato.  Stavamo tornando a casa da un qualche evento serale e camminavano su un lungomare imprecisato, forse ligure? Non saprei; il ricordo si è mescolato con quello di me bambina per mano a mia madre, a Lerici. Io camminavo e tu saltellavi nel tuo modo goffamente gioioso al mio fianco, né troppo lontano, né troppo vicino. Ad un tratto il panico mi ha avvolta: non riuscivamo a trovare la mia auto e così abbiamo continuato ad andare  avanti e indietro, indietro e avanti per quel lungomare che poi si divaricava e si divaricava ancora e non siamo riusciti a raggiungere la meta. Ma  quando stamani ho raccontato ad Andrea (tuo padre) il sogno che avevo fatto anche lui mi ha detto di averti sognato in un'analoga situazione. Ti aveva portato a passeggio in campagna, come spesso faceva, ma ad un certo punto inerpicandosi verso una montagna sempre più alta non siete riusciti a ritrovare la strada per tornare a casa. Cosa volevi dirci Ma...

Processo Stella Maris Udienza del 24 giugno 2025

Processo Stella Maris udienza del 13 febbraio 2024 TELEGRANDUCATO

La giustizia è l'utile del più forte

Il  sofista Trasimaco ne "La Repubblica"   sosteneva la tesi che la giustizia fosse l'utile ( sympheron ) del più forte.  ... ciascun governo istituisce leggi ( nomoi ) per il proprio utile; ...questo, mio ottimo amico, è quello che dico giusto, il medesimo in tutte quante le  poleis , l'utile del potere costituito. Ma, se non erro, questo potere detiene la forza. Così ne viene, per chi sappia ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all'utile del più forte  (338e-339a) . Per Trasimaco, dunque, la giustizia  si presentava in tutti i casi come uno strumento del potere costituito. Cinque anni di frequentazioni delle aule giudiziarie, cinque anni di cose viste hanno cambiato completamente la mia prospettiva. sulle vicende giudiziarie di questo Paese. Io credevo fortemente nel valore fondante e nell'indipendenza della magistratura e anche adesso che queste mie certezze vacillano voglio crederci, devo crederci perché l'alternativa sarebbe...

Li chiamo pazienti perché hanno patito

Oggi 15 novembre 2022, ennesima udienza del processo relativo ai maltrattamenti perpetrati nella struttura  di Montalto di Fauglia della Stella Maris.  Ha parlato (tra gli altri) il criminologo dell'Università di Genova Alfredo Verde, consulente del PM  con il compito di visionare i video installati dai carabinieri che nell'estate del 2016,  in meno di quattro mesi di riprese, testimoniarono ben 208 episodi di maltrattamenti  ai danni dei disabili della struttura. Verde ha evidenziato il modo usuale di gestire i pazienti con tecniche improprie in quella che si autodefinisce una struttura d'eccellenza. Ha parlato del "piacere di fare del male" e del refettorio come di (cito le sue parole) "una specie di teatro collettivo a cui tutti assistevano alla rappresentazione messa quotidianamente in scena senza sentire il bisogno di intervenire". L'indifferenza degli altri, di fronte all'abuso di alcuni rende possibile la perpetuazione del male stesso e te...

La forza di resistere

Quando i nostri genitori ci dicevano: ma perché volete indagare sulla morte di Mattia? Quella ferita, così, non sarà mai rimarginata...noi dicevamo: no, non importa!  Vogliamo sapere la verità. Quando i nostri amici ci chiedevano: ma perché insistere nel cercare? Perché insistere nell'angustiarvi? Perché indebitarvi? Ormai Mattia è morto, lasciatelo riposare....noi dicevamo: no, andremo avanti! Quando il nostro avvocato ci avvertiva dicendoci: dovrete farvi una corazza, sarete voi ad essere messi sul banco degli imputati....noi rispondevamo: ce la faremo! Eppure poi quando ti trovi di fronte alla realtà processuale tutto prende forma in modo inesplicabile e pirandelliano e la verità si frantuma, cambia aspetto, i vari punti di vista si fondono, si scindono, si intersecano, ....tutto si combina in modo diverso e ciò che appariva lineare si manifesta in modo confuso, a volte contraddittorio, nelle parole degli avvocati delle parti in causa. E così i genitori diventano arrogan...