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Il ricordo del babbo la sera prima del tuo compleanno

La foto che ho sul tavolo in ufficio  mostra il tuo volto pensieroso e tu che con la mano ti tocchi la fronte  con aria assorta e allora ti rivedo come in un film, con i colori della tua breve vita che sono: l'azzurro del mare il verde dei prati, sono il giallo dei tuoi riccioli e penso a come questi colori abbiano alla fine lasciato lo spazio al grigio e poi al nero della disperazione che domattina giorno del tuo compleanno sarà ancora più forte,. CIAO MATTIA OVUNQUE TU SIA .

Due anni

Due anni senza di te e oggi neanche una preghiera sulla tua tomba...tutto è chiuso, tutto è serrato e non posso non pensare con dolore ai tanti morti senza un volto familiare vicino,senza una parola di conforto, senza una degna sepoltura. Tutto è duro, terribile, pauroso, distante, sospettoso, autoritario in questi tempi di coronavirus, tempi nei quali anche la pietas per i morti non trova posto. Come Antigone mi attanaglia il dilemma tra l'obbedire ad una legge dello Stato o ad una legge di natura ma poi non posso che accettare di seguire la prima e guardare da lontano, da un muro sbrecciato, una tomba bianca in lontananza con i fiori ormai appassiti.

Strenna natalizia

E di nuovo sta per giungere Natale, ancora una volta senza di te, figlio mio.     Cerco di non pensare al passato, di andare avanti (tutti me lo dicono e così deve essere) ma ci sono dei giorni in cui prevale il buio e il vuoto lacerante.   Faccio di tutto per non ricordare i dolci Natali di tu piccolino e gioioso, alle luci, ai colori e  alle canzoni che tanto amavi.   Non voglio pensare, non devo pensare, per questo ho scelto di non tirare giù il vecchio albero dalla mansarda e di comprarne uno nuovo come se questo potesse allontanare un ricordo languido e traditore.   Poi all’improvviso riemerge dal nulla una strenna natalizia, un calco della tua manina paffutella non so più se delle elementari o delle medie e mi accorgo che vano è stato il mio tentativo di non pensare a te.

Il senso di colpa

C’è un tarlo che rode i genitori costretti a convivere con la disabilità e a prendere ogni giorno decisioni difficili: il senso di colpa. Ci si domanda sempre: dove ho sbagliato? Cos’altro avrei potuto fare? Ed ogni attimo la mente rimugina sulle possibili strade alternative che avremmo potuto prendere e non abbiamo preso, sulle scelte immaginate e mai compiute, sui percorsi progettati e mai attivati. Da quando sono nati i gemelli io ho vissuto costantemente con il senso di colpa nonostante abbia dedicato la mia vita a loro, nonostante abbia rifiutato incarichi importanti per non separarmi da loro, nonostante tutto.   Adesso che Mattia non c’è più, da un anno e cinque mesi, non passa giorno della mia vita nel quale non pensi   che avrei potuto fare altre scelte.   Avrei potuto tenerlo sempre con me, oppure avrei potuto non portarlo a casa oppure, quella tragica sera, dargli altro da mangiare.   Avrei potuto buttare via tutti gli psicofarmaci e passare io stes...

Principessa

Sono sedici mesi che Mattia ci ha lasciato e da stamani manchi anche tu da questa casa dove vivevi da diciannove anni. Sei uscita di casa con la solita grazia ed eleganza che ti accompagnava da sempre ma ormai stanca, magra, senza forze, claudicante. Un mese fa ci hai fatto stare in pena ed hai trascorso qualche giorno in clinica veterinaria, sapevamo che eri molto anziana. Ce l'hai fatta ma per poco. Ieri sera non riuscivi a mangiare ed hai bevuto pochissimo. Principessa, così aveva voluto chiamarti Mattia, proprio come la cavallina con la quale faceva ippoterapia. Capitasti da noi una sera d'estate mentre stavamo cenando in giardino, un sordo miagolio sotto il tavolo attirò la nostra attenzione: eri tu dolce gattina tigrata, ancora piccolissima. Ti abbiamo subito adottata e sei cresciuta con i gemelli che si prendevano cura di te e tu di loro. Ti abbiamo cercato per tutto il giorno, sotto la pioggia battente e non ti abbiamo trovata. Sarai andata a morire in un posto lontan...

Esame di terza media

Nei giorni in cui Benedetto sta terminando il suo percorso alla scuola media ripercorro col ricordo quel momento in cui eri tu, Mattia (insieme al tuo gemello Nico),  a dover sostenere il primo grande esame della vita.  Era un giugno tiepido e profumato. Ricordo il canto delle cicale quando sei uscito correndo da scuola dopo gli orali, indossavi una maglia azzurra con lo stemma dell'Italia ed eri già abbronzato e sorridente, come sempre.  L'anno della terza media è stato per te eccezionale, sembravi pronto per il grande passo verso le superiori e ti immaginavo uomo in un futuro pieno di attesa e di speranza.  Hai fatto un bell'esame e i professori si sono stupiti della tua padronanza del francese, lingua che amavi molto.  Quel giorno siamo andati al mare e sei stato in acqua tutto il pomeriggio e poi il giorno dopo a Vinca, sulle Apuane, dove abbiamo scattato questa foto. Io ero incinta di Benedetto. Di lì a poco si sarebbe scaraventata la tempesta su di noi ...

Tanti compleanni...

Tanti compleanni sono passati, tante feste organizzate, tanti timori per le tue imprevedibili reazioni ma tanto amore intorno a te. Sei stato fortunata a crescere con un gemello perché non eri mai solo ed anche le tue feste di compleanno non andavano mai deserte. Ricordo il tuo modo di trafugare di nascosto pizzette e pasticcini e il tuo sistema, simpaticamente unico, di riportarne alcune addentate nel vassoio degli ospiti.  Ricordo il tuo rifuggere dai giochi collettivi per ritirarti in silenzio, in solenne osservazione in un angolo, con le tue gambe incrociate e i tuoi riccioli al vento. Niente sfuggiva al tuo sguardo ieratico, niente doveva contaminarti troppo. Eri sempre sopra, eri sempre oltre, mai dentro fino in fondo.  Nel tuo mondo diverso ogni risultato raggiunto era una grande conquista anche imparare a soffiare.  E' stato un lungo percorso ma alla fine ce l'hai fatta grazie alla tua bravissima logopedista Barbara. A cinque anni, finalmente, sei riuscito a spegn...