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Un Sanremo diverso

Ogni anno per noi Sanremo era una grande festa. Mattia amava la musica, tutta.  Aveva un'innata capacità di memorizzare note e melodie e conosceva un vastissimo repertorio di canzoni di tutti i tipi.  Le imparava  a memoria e lo faceva con una velocità impressionante. Sapeva modulare la voce in maniera variabile a seconda dei generi e la sua voce era molto diversa se cantava Tiziano Ferro (uno dei suoi cantanti preferiti) o una canzona napoletana.   La musica era una delle grandi passioni che Mattia aveva sin da piccolo e lo ha sempre accompagnato fino alla fine. Si addormentava canticchiando e si risvegliava cantando.  Le parole che, a volte, non riusciva a scandire dialogando le pronunciava benissimo se inserite nelle canzoni. Alla scuola materna saliva nella parte più alta dello scivolo e cantava a squarciagola la canzone del partigiano. Era capace di ascoltare, con un’intensità inusuale in un bambino, moltissime canzoni e di memorizzarne al primo ...

Vuoto

Dieci mesi senza di te, dieci mesi di vuoto.  Un vuoto che stringe l'anima, toglie il respiro, ti fa sentire sola in mezzo agli altri. Un vuoto che non si colma, lacerante e crudele.  I primi giorni non riuscivo a mangiare, a dormire, a leggere, a guardare la tv, ad ascoltare gli altri.  Il mondo mi scorreva accanto ed ero fredda, morta anch'io, come te, nel mio animo febbrile. Solo la mia famiglia, il mio nido, i miei figli, spettatori e vittime dello stesso dolore mi davano conforto.  Poi ho iniziato a fare: a fare cose manuali per colmare quel vuoto: lavavo, pulivo, stiravo...incessantemente. Non volevo avere buchi. Il lavoro, sì il lavoro, i miei ragazzi sono stato molto importanti.  Il loro accettare i miei silenzi, i loro occhi interrogativi quando incontravano i miei sguardi diversi, la loro solidarietà muta e poi pian, piano i loro sorrisi.  Eppure ancora adesso ho bisogno di riempire quel vuoto: corro, mi impegno, leggo, nuoto, scrivo, ma...

Gli anni di "Emergenzautismo"

Poco più di 10 anni fa mi imbattei in "Emergenzautismo", erano gli anni in cui si cominciavano a capire le grandi potenzialità della rete per mettere in comunicazione persone lontane, esperienze simili, approcci diversi:  era possibile  dialogare contemporaneamente con persone molto lontane eppure molto vicine.    La rete ha cambiato la vita delle persone ed io ho vissuto questo cambiamento in modo tangibile occupandomi dell’autismo di mio figlio.   Quello che subito mi piacque di “Emergeanzautismo” fu l’approccio biomedico al problema autismo.  Finalmente per la prima volta, dopo molti anni non sentivo più le solite storielle centrate su malesseri “psichici” dei malati.  Qui si parlava di disordini organici, di problemi fisici da curare in modo adeguato. L’autismo era visto come un disordine multi-sistemico con anomalie dello sviluppo, della comunicazione, neurologiche, gastrointestinali, endocrine, immunitarie.     Mi inserii nel...

La follia è una condizione umana

Tante sono le facce della psichiatria; belle e brutte, salvifiche o pericolose. Molti psichiatri hanno ucciso la tua personalità: il "manicomio chimico" è oggi la vera frontiera da abbattere, quel muro che separa i sani dai malati. Uno psichiatra ha cambiato il mondo: Franco Basaglia. Ad uno psichiatra mi sono rivolta nel momento più inteso del dolore, quando ogni cosa sembrava non avere più senso, quanto tutto intorno era solo mancanza, quando guardavo ma non vedevo, camminavo ma stavo ferma, non dormivo ma vegliavo.  A quello psichiatra, caro amico e compagno  di lotte politiche, chiesi se mi sarei mai rialzata, se quel dolore così forte e potente si sarebbe mai attutito.  Nove mesi: mi rispose, nove mesi come quelli che servono per far crescere una vita. Nove mesi solo per attutire, metabolizzare, razionalizzare.  Oggi quei nove mesi sono passati ma il tempo per me si è fermato.

Mi mancano, mi manchi...

Conservo un album di fotografie che ripercorre tutti i tuoi Natali fino all'adolescenza, si intitola "I Natali dei miei tesori", perché le tue (si sa) erano sempre festività doppie: Mattia e Nicolò, Nicolò e Mattia.  Un binomio inscindibile,  adesso reciso. Mi mancano i tuoi canti natalizi che inondavano la casa per settimane; mi manca il tuo stupore di fronte a Babbo Natale al quale (forse) hai sempre creduto;  mi mancano le decine di regali scartati e poi abbandonati perché per te la cosa più bella era l'atto dello scartare.  Mi mancano le tue ritualità, l'attendere con crescente ansia l'arrivo dei tortelloni, del panettone, dello spumante.  Mi mancano i tuoi Natali ciclici e ripetitivi: il tuo mondo non era in crescita, era sempre uguale a se stesso, scandito da riti e festività. E mente gli altri bambini poi sono diventati adolescenti, ragazzi ed adulti tu sei sempre rimasto un "bimbo magico", affascinato dalle luci, dai colori, dagli abbracci. ...

13 anni fa...

Sono le 7.06: esattamente 13 anni fa uscivi dal mio grembo, adorato Benedetto. Eri piccolo,appena tre chilogrammi ma per me erano molti se paragonati al peso dei gemelli Eri nato prima ma non avresti avuto bisogno dell'incubatrice, un bel sollievo!. Scuro, con pochi capelli in testa. Ho pianto, ho pianto molto, di gioia per una volta...eri sano, così almeno apparivi ad un primo controllo e l'indi ce apgar con il quale in ospedale vengono classificati i nuovi nati, era il massimo. Ti hanno lavato e ti hanno portato subito da me, eri freddo, molto freddo e piangevi con una vocina flebile e insicura, non ancora abituata al duro mondo. Dopo pochi minuti hai aperto un occhio, si è spalancato uno sguardo nerissimo e fiero, sembrava un carbone ardente. Dopo pochi minuti, come un pulcino bagnato, hai aperto il secondo occhio. Ed è stata subito vita...