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Con i pugni chiusi

Sono passati cinque mesi e come ogni mattina sono venuta a trovarti.  Ogni tanto trovo dei fiori sulla tomba, dei fiori colorati, non so chi si prenda la briga di omaggiarti in questo modo così bello. Stamani una signora da dietro mi ha sussurato: "io l'ho già salutato Mattia".  Mi sono voltata e le ho chiesto chi fosse.  Mi ha raccontato che aveva conosciuto Mattia quando andava a passeggiare con il padre e che ogni volta che va al cimitero a trovare suo marito passa  a parlare anche con mio figlio. Mi ha detto di essere di origini greche e che sua nonna le raccontava che i bambini nascono con i pugni chiusi perché dentro è depositato il loro destino che va accettato con serenità. Mi ha spiegato che la notte sente i passi di suo marito e io le ho rivelato che a volte mi sembra di udire il respiro di Mattia.  Poi l'ho salutata e me ne sono andata. Mentro uscivo lei continuava a parlare con mio figlio,  ho sentito che gli diceva: "finalmente oggi ho conosci...

La "fortezza vuota" e le "mamme frigorifero"

Il 13 marzo del 1990 Bruno Bettelheim si suicidò in un modo orribile. Era un martedì mattina si chiuse a chiave nella sua stanza, ingerì una quantità imprecisata di pillole, si avvolse la testa in un sacco di plastica, lo annodò al collo e si lasciò morire per asfissia. Era considerato uno dei più grandi psicologi dell'infanzia, si vantava di essere allievo di Freud. Nel 1938 era stato internato, in quanto ebreo, nei campi di concentramento prima a Dachau e poi a Buchenwal d. Una vita difficile la sua, molto amato, osannato e poi disprezzato dalla comunità accademica. Abbandonato dai figli negli ultimi anni della sua vita. Deve la sua fortuna ad un libro pubblicato nel 1967: un libro sull'origine dell'autismo infantile che fece il giro del modo, tradotto in italiano con il titolo "La fortezza vuota". In questo testo Bettelheim attribuiva la causa dell’autismo a un rapporto inadeguato tra bambino e madre dovuto all’eccessiva freddezza della...

Mamma Paola

Infine mamma Paola si è dovuta arrendere. quando l'ultimo cadavere è stato estratto dalle macerie si è capito che era proprio lui: Mirko.  Un giovane uomo di 31 anni che non andava in vacanza quel giorno maledetto ma era appena entrato al lavoro nella sua Genova quella città che amava molto e che lo aveva visto crescere.  Era felice, raccontano, perché da pochi giorni aveva trovato un lavoro per tre mesi presso l'azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti.  Un lavoro vicino casa, un lavoro, sebbene precario, per lui era una cosa importante.  La mamma da martedì 14 agosto non si era più mossa dalle macerie, si era rifiutata di andare a dormire, a mangiare, a raccogliere le sue cose.  Aveva solo accettato di aspettare l'esito delle ricerche sotto una tenda della Croce Rossa. Se ne è stata lì per giorni attendendo prima un miracolo e poi semplicemente un corpo da seppellire. Ora quel che resta del corpo è stato trovato, mamma Paola avrà una ...

"Una vita in vacanza"

Vado al cimitero la mattina presto. Mi piace controllare che sia tutto in ordine, che i fiori abbiano acqua a sufficienza, che la tomba sia linda.  Cammino lungo il vialetto sterrato che separa la nostra casa dal posto dove riposi e un senso di tranquillità misto a una profonda nostalgia mi invade. Ieri quando sono arrivata mi ha accolto il canto di un operaio che stava tagliando l'erba. Cantava "Una vita in vacanza" de Lo stato sociale, una canzone che amavi molto, una canzone che abbiamo cantato insieme l'ultima volta. Non mi è sembrato strano o irrispettoso un canto del genere nel silenzio mattutino di un cimitero, mi è sembrato un segno di gioia, un regalo per te, adorato Mattia.  

The Good Doctor

"The Good Doctor" è una serie TV statunitense, già campione di ascolti anche in Italia. Un giovane medico autistico, incapace di instaurare normali relazioni umane, di comprendere l'ironia, di dire bugie, di decodoficare i messaggi altrui, ha invece straordinarie capacità chirurgiche. E' in grado di vedere cose che altri non vedono, di intuire patologie quasi invisibili ai macchinari più raffinati, di formulare diagnosi in modo incredibilmente veloce e preciso.   La sfida contro il pregiudizio lacera  i componenti della commissione medica che devono decidere la sua assunzione nell'ospedale di San Jose, un ospedale all'avanguardia i cui operatori si interrogano se sia giusto o meno mettere in mano la vita dei pazienti ad un giovane ventiseienne venuto dalla campagna, con un passato difficile alle spalle, che a prima vista sembra un idiota ma che ha rivelato di avere straordinarie capacità chirurgiche. Ovviamente il giovane dottore riuscirà a convincere la comm...

Siamo tutti legati

Dormi sepolto in un cimitero di campagna a poche centinaia di metri da casa nostra dove spesso andavamo a passeggiare io e te, mano nella mano, estate e inverno. Oggi cantano i grilli e le cicale, il cielo è terso e la tua tomba è finalmente ultimata. Ci sei tu in fotografia serio, compassato, con il mare dietro, il mare che tanto amavi. Ci sono le date più importanti della tua (della nostra) vita: quella di nascita e quella di morte arrivata troppo presto. C'è una frase che ho voluto scolpita sul libro aperto: "siamo tutti legati", una frase che dicevi sempre e io con te. C'è una statua bellissima, di un angelo che indica la via. E' stata fatta da un artigiano del nord (di Padova credo), l'ho scelta via mail, ho fatto mettere i riccioli, ho chiesto di rendere le braccia più "paffutelle" come erano le tue.Vola libero angelo della mamma!

Mi affogo

Mi affogo nelle attività per non pensare. Leggo, imparo, scrivo. Ho ripreso in mano vecchi progetti da portare a termine. Pulisco, lavo, stiro, non ho mai avuto la casa così pulita. Mi muovo, incontro persone, parlo, nuoto, consolo ma poi arriva il momento di vuoto quando meno me lo aspetto e mi coglie, come sempre, impreparata. Il dolore si insinua nei piccoli spazi che non riesco a colmare e il ricordo di te è ancora tagliente e crudo come il primo giorno. Un abbraccio Mattia.