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Principessa

Sono sedici mesi che Mattia ci ha lasciato e da stamani manchi anche tu da questa casa dove vivevi da diciannove anni. Sei uscita di casa con la solita grazia ed eleganza che ti accompagnava da sempre ma ormai stanca, magra, senza forze, claudicante. Un mese fa ci hai fatto stare in pena ed hai trascorso qualche giorno in clinica veterinaria, sapevamo che eri molto anziana. Ce l'hai fatta ma per poco. Ieri sera non riuscivi a mangiare ed hai bevuto pochissimo. Principessa, così aveva voluto chiamarti Mattia, proprio come la cavallina con la quale faceva ippoterapia. Capitasti da noi una sera d'estate mentre stavamo cenando in giardino, un sordo miagolio sotto il tavolo attirò la nostra attenzione: eri tu dolce gattina tigrata, ancora piccolissima. Ti abbiamo subito adottata e sei cresciuta con i gemelli che si prendevano cura di te e tu di loro. Ti abbiamo cercato per tutto il giorno, sotto la pioggia battente e non ti abbiamo trovata. Sarai andata a morire in un posto lontan...

Esame di terza media

Nei giorni in cui Benedetto sta terminando il suo percorso alla scuola media ripercorro col ricordo quel momento in cui eri tu, Mattia (insieme al tuo gemello Nico),  a dover sostenere il primo grande esame della vita.  Era un giugno tiepido e profumato. Ricordo il canto delle cicale quando sei uscito correndo da scuola dopo gli orali, indossavi una maglia azzurra con lo stemma dell'Italia ed eri già abbronzato e sorridente, come sempre.  L'anno della terza media è stato per te eccezionale, sembravi pronto per il grande passo verso le superiori e ti immaginavo uomo in un futuro pieno di attesa e di speranza.  Hai fatto un bell'esame e i professori si sono stupiti della tua padronanza del francese, lingua che amavi molto.  Quel giorno siamo andati al mare e sei stato in acqua tutto il pomeriggio e poi il giorno dopo a Vinca, sulle Apuane, dove abbiamo scattato questa foto. Io ero incinta di Benedetto. Di lì a poco si sarebbe scaraventata la tempesta su di noi ...

Tanti compleanni...

Tanti compleanni sono passati, tante feste organizzate, tanti timori per le tue imprevedibili reazioni ma tanto amore intorno a te. Sei stato fortunata a crescere con un gemello perché non eri mai solo ed anche le tue feste di compleanno non andavano mai deserte. Ricordo il tuo modo di trafugare di nascosto pizzette e pasticcini e il tuo sistema, simpaticamente unico, di riportarne alcune addentate nel vassoio degli ospiti.  Ricordo il tuo rifuggere dai giochi collettivi per ritirarti in silenzio, in solenne osservazione in un angolo, con le tue gambe incrociate e i tuoi riccioli al vento. Niente sfuggiva al tuo sguardo ieratico, niente doveva contaminarti troppo. Eri sempre sopra, eri sempre oltre, mai dentro fino in fondo.  Nel tuo mondo diverso ogni risultato raggiunto era una grande conquista anche imparare a soffiare.  E' stato un lungo percorso ma alla fine ce l'hai fatta grazie alla tua bravissima logopedista Barbara. A cinque anni, finalmente, sei riuscito a spegn...

Le tue cose

C'è un armadio che non apro da più di un anno. E' lì che sono riposte le tue maglie, i tuoi pantaloni, le tue cose.  Ci ho provato, una volta, ma un odore intenso di te mi ha avvolto e tramortito. Era ancora troppo presto per farlo e così l'ho richiuso.  Nicolò, il tuo gemello, che con te tutto condivideva non mi ha mai chiesto di avere accesso alle tue cose rispettando, forse, quello spazio sacro. Ma da qualche giorno Benedetto, che si sta avviando verso l'adolescenza, mi sta chiedendo il permesso di frugare tra le tue maglie per trovare qualcosa da mettersi. Ho risposto "dopo" e poi di nuovo "dopo".... Non so se ce la farò ad aprire quell'armadio.

Stanotte

Ormai ci incontriamo solo di notte io e te.  Vieni spesso a trovarmi, mi sorridi e mi dici sempre cose importanti. Non hai un'età precisa quando ti palesi, mi appari sempre molto consapevole e parli sensatamente come spesso facevi nei tuoi momenti migliori nei quali nessuno avrebbe potuto pensare che eri autistico.   Nessuna traccia di stereotipie, né di pensieri ossessivi ma solo una grande voglia di stare con me e di rassicurarmi. A volte parliamo anche della tua morte, nei sogni questo è possibile, là dove cade quella sottile linea tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Stanotte ti ho chiesto dove ho sbagliato e cosa avrei potuto fare per te, per non far accadere quello che purtroppo è accaduto. E tu, col sorriso sulle labbra, mi hai risposto: "mamma, hai fatto quello che hai potuto".

Ogni volta...

Ogni volta che vengo a trovarti c'è sempre qualcuno che è arrivato prima di me.    Qualcuno che ti ha conosciuto, qualcuno che ti ha voluto bene nel tuo breve percorso su questa terra.  Mi accolgono, furtive, piccole tracce di passaggi di persone a me ignote: una margherita, una violetta, un papavero, un ramoscello d'olivo o un ovetto pasquale come quello che ho trovato stamani sulla tua candida tomba.   Che il tuo riposo riceva serenità da questi doni gentili. "dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall’ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi"

L'Addio

Da vari mesi avevo inviato un ricordo di Mattia al Corriere della Sera.  Mi sarebbe piaciuto raccontare brevemente la sua storia  nella rubrica settimanale l'Addio ed avevo ricevuto prontamente una risposta positiva con l'indicazione di tagliare un pezzo dell'articolo per ragioni editoriali. Oggi finalmente il ricordo è stato pubblicato, ad un anno dalla sua scomparsa.