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L'Addio

Da vari mesi avevo inviato un ricordo di Mattia al Corriere della Sera.  Mi sarebbe piaciuto raccontare brevemente la sua storia  nella rubrica settimanale l'Addio ed avevo ricevuto prontamente una risposta positiva con l'indicazione di tagliare un pezzo dell'articolo per ragioni editoriali. Oggi finalmente il ricordo è stato pubblicato, ad un anno dalla sua scomparsa.  

Anniversario

Non pensavo sareste state così tanti e invece lo siete stati. Avete voluto ricordare Mattia ad un anno di distanza ed era come se ancora lui fosse lì, presente in mezzo a noi. Mamme e babbi di Montalto, parenti, amici e conoscenti al cimitero, in chiesa a casa e poi le tante telefonate... Figlio mio chi ti ha conosciuto non può dimenticare la tua risata fragorosa e la gioia che portavi ovunque con il tuo sguardo dispettoso. In quel martedì santo dello scorso anno te ne sei andato come un angioletto, all'improvviso, senza darci il tempo di salutarci, di prepararci ma soprattutto di aiutarti. Abbiamo assistito inerti alla tua straziante agonia che ci accompagnerà per sempre insieme a quel senso di colpa di chi è stato sopraffatto dall'impotenza.

Ti ho sognato

E' quasi un anno che non ci sei più e stanotte ti ho sognato.  Scendevi dal pullmino correndo e mi venivi incontro.   Come sempre sorridevi e i tuoi capelli riccioluti ondeggiavano ad ogni passo della tua corsetta del tutto personale e indimenticabile.  Avevi le braccia aperte, accoglienti, pronte a stringere me, la tua mamma.  Un maglioncino rosso ti illuminava il volto che voleva dirmi tante cose che non mi ha detto perché al'improvviso mi sono svegliata. Non ho potuto abbracciarti, non ho potuto baciarti, non ho potuto parlarti, sei sparito via di nuovo all'improvviso come un anno fa.  E così ho capito che era notte, una notte ancora molto lunga e che la casa era vuota senza le tue risa e i tuoi canti.

Un Sanremo diverso

Ogni anno per noi Sanremo era una grande festa. Mattia amava la musica, tutta.  Aveva un'innata capacità di memorizzare note e melodie e conosceva un vastissimo repertorio di canzoni di tutti i tipi.  Le imparava  a memoria e lo faceva con una velocità impressionante. Sapeva modulare la voce in maniera variabile a seconda dei generi e la sua voce era molto diversa se cantava Tiziano Ferro (uno dei suoi cantanti preferiti) o una canzona napoletana.   La musica era una delle grandi passioni che Mattia aveva sin da piccolo e lo ha sempre accompagnato fino alla fine. Si addormentava canticchiando e si risvegliava cantando.  Le parole che, a volte, non riusciva a scandire dialogando le pronunciava benissimo se inserite nelle canzoni. Alla scuola materna saliva nella parte più alta dello scivolo e cantava a squarciagola la canzone del partigiano. Era capace di ascoltare, con un’intensità inusuale in un bambino, moltissime canzoni e di memorizzarne al primo ...

Vuoto

Dieci mesi senza di te, dieci mesi di vuoto.  Un vuoto che stringe l'anima, toglie il respiro, ti fa sentire sola in mezzo agli altri. Un vuoto che non si colma, lacerante e crudele.  I primi giorni non riuscivo a mangiare, a dormire, a leggere, a guardare la tv, ad ascoltare gli altri.  Il mondo mi scorreva accanto ed ero fredda, morta anch'io, come te, nel mio animo febbrile. Solo la mia famiglia, il mio nido, i miei figli, spettatori e vittime dello stesso dolore mi davano conforto.  Poi ho iniziato a fare: a fare cose manuali per colmare quel vuoto: lavavo, pulivo, stiravo...incessantemente. Non volevo avere buchi. Il lavoro, sì il lavoro, i miei ragazzi sono stato molto importanti.  Il loro accettare i miei silenzi, i loro occhi interrogativi quando incontravano i miei sguardi diversi, la loro solidarietà muta e poi pian, piano i loro sorrisi.  Eppure ancora adesso ho bisogno di riempire quel vuoto: corro, mi impegno, leggo, nuoto, scrivo, ma...

Gli anni di "Emergenzautismo"

Poco più di 10 anni fa mi imbattei in "Emergenzautismo", erano gli anni in cui si cominciavano a capire le grandi potenzialità della rete per mettere in comunicazione persone lontane, esperienze simili, approcci diversi:  era possibile  dialogare contemporaneamente con persone molto lontane eppure molto vicine.    La rete ha cambiato la vita delle persone ed io ho vissuto questo cambiamento in modo tangibile occupandomi dell’autismo di mio figlio.   Quello che subito mi piacque di “Emergeanzautismo” fu l’approccio biomedico al problema autismo.  Finalmente per la prima volta, dopo molti anni non sentivo più le solite storielle centrate su malesseri “psichici” dei malati.  Qui si parlava di disordini organici, di problemi fisici da curare in modo adeguato. L’autismo era visto come un disordine multi-sistemico con anomalie dello sviluppo, della comunicazione, neurologiche, gastrointestinali, endocrine, immunitarie.     Mi inserii nel...