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Voglio ricordarti così...

Ti voglio ricordare sorridente e solare mentre osservi il mondo con disincanto ed ironia. Oppure mentre canti a squarciagola le tue canzoni preferite. Ma ricordarti così mi fa male: allora preferisco pensare alla tua sofferenza infinita, a quei pensieri ossessivi che dilaniavano la tua mente, a volte, per ore.  A quella tristezza profonda che faceva intravedere, dai tuoi bellissimi occhi nocciola dalla lunghe ciglia, un abisso interiore senza fine.    Un abisso che gli psicofarmaci non hanno colmato ma accresciuto sempre  più, fino ad impossessarsi della tua anima purissima.  Chi eri diventato, mio amato figlio, perché il dolore può essere così potente ed invasivo?

Giorno dei morti...

Oggi non esiste Halloween per me ma solo un dolce ricordo di chi troppo presto è morto... La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto, sento i tuoi passi esistere come io esisto. La terra è fatta di cielo. Non ha nido la menzogna. Mai nessuno s’è smarrito. Tutto è verità e passaggio. Fernando Pessoa

7 mesi senza la tua musica...

La musica era una delle grandi passioni che Mattia aveva sin da piccolissimo e lo ha sempre accompagnato fino alla fine. Si addormentava canticchiando e si risvegliava cantando.   Le parole che, a volte, non riusciva a scandire dialogando le pronunciava benissimo se inserite nelle canzoni.  Alla scuola materna saliva nella parte più alta dello scivolo e cantava a squarciagola la canzone del partigiano. Era capace di ascoltare, con un’intensità inusuale in un bambino, moltissime canzoni e di memorizzarne al primo ascolto note, melodie e parole. Ancora molto piccolo (avrà avuto cinque o sei anni) era in grado di riconoscere dalle prime note tutte le canzoni di decenni dello Zecchino d’oro. Era una capacità rara, innata, inspiegabile. Una di quelle qualità che gli autistici spesso anno ma che risulta totalmente inutile per vivere in un comune consesso sociale.  Col tamburo e lo xilofono passava delle ore.   Poi crescendo i suoi cantanti preferiti sono diventati...

Soffia il vento

E' il mio giorno libero, fuori il vento soffia ancora forte, quel vento che amavi tanto e che da bambino eri capace di osservare per ore con gli occhi  persi verso un orizzonte lontano e le braccia pronte a sfarfallare e a volare verso altri mondi. E' arrivato il momento di fare il cambio dell'armadio e stamani ho trovato la forza di aprire il tuo. Non l'avevo più fatto e non lo farò più. Non sono ancora pronta.  Le tue maglie, le tute, i pantaloni, le giacche sono ancora lì e ci sei anche tu. Il tuo odore, unico, per me è indimenticabile e  mi ha avvolto cogliendomi alla sprovvista.  Mattia gioia e dolore eterno, rimpianto infinito...

180 giorni

259.200 minuti, 4320 ore, 180 giorni, 6 mesi che non sei più con noi.  Il dolore è ancora fortissimo profondo, viscerale. Si insinua nelle ossa, nel sangue, nella mente.  Forse è meno acuto, meno vivo ma più intenso.  Una parte di me  è morta con te quel maledetto 27 marzo. Io vivo,  mi occupo di mille cose, devo tenere la mente impegnata per non lasciarmi morire del tutto...

L'imprevedibilità

L’imprevedibilità era uno dei tratti distintivi dell’autismo di Mattia. Di solito gli autistici sono molto prevedibili, spesso troppo prevedibili. Ho conosciuto bambini che non si mettevano seduti a tavola se non avevano esattamente la stessa sedia, nello stesso posto, con la stessa tovaglia di sempre. Per questi piccoli un sia pur minimo cambiamento è fonte di frustrazione e di crisi. Non che Mattia  non fosse, a suo modo, bisognoso di punti fissi e di certezze ma non in maniera ossessiva. Anzi, nel suo caso, a volte i cambiamenti potevano avere un effetto rigenerante e spingerlo a trovare nuova vitalità per attività che altrimenti lo avrebbero annoiato. Quando abbiamo fatto l’inserimento alla scuola media e ai docenti erano state presentate le problematicità del ragazzo, essi rimasero poi sbalorditi dalla bravura e dall’attenzione di Mattia nei primi giorni di scuola, tanto che ci chiamarono per chiederci se non avessimo per caso esagerato nella descrizione. In realtà la lun...

Con i pugni chiusi

Sono passati cinque mesi e come ogni mattina sono venuta a trovarti.  Ogni tanto trovo dei fiori sulla tomba, dei fiori colorati, non so chi si prenda la briga di omaggiarti in questo modo così bello. Stamani una signora da dietro mi ha sussurato: "io l'ho già salutato Mattia".  Mi sono voltata e le ho chiesto chi fosse.  Mi ha raccontato che aveva conosciuto Mattia quando andava a passeggiare con il padre e che ogni volta che va al cimitero a trovare suo marito passa  a parlare anche con mio figlio. Mi ha detto di essere di origini greche e che sua nonna le raccontava che i bambini nascono con i pugni chiusi perché dentro è depositato il loro destino che va accettato con serenità. Mi ha spiegato che la notte sente i passi di suo marito e io le ho rivelato che a volte mi sembra di udire il respiro di Mattia.  Poi l'ho salutata e me ne sono andata. Mentro uscivo lei continuava a parlare con mio figlio,  ho sentito che gli diceva: "finalmente oggi ho conosci...