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Soffia il vento

E' il mio giorno libero, fuori il vento soffia ancora forte, quel vento che amavi tanto e che da bambino eri capace di osservare per ore con gli occhi  persi verso un orizzonte lontano e le braccia pronte a sfarfallare e a volare verso altri mondi. E' arrivato il momento di fare il cambio dell'armadio e stamani ho trovato la forza di aprire il tuo. Non l'avevo più fatto e non lo farò più. Non sono ancora pronta.  Le tue maglie, le tute, i pantaloni, le giacche sono ancora lì e ci sei anche tu. Il tuo odore, unico, per me è indimenticabile e mi ha avvolto cogliendomi alla sprovvista. 
Mattia gioia e dolore eterno, rimpianto infinito...

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Stanotte è successa una cosa strana: ti ho sognato.  Stavamo tornando a casa da un qualche evento serale e camminavano su un lungomare imprecisato, forse ligure? Non saprei; il ricordo si è mescolato con quello di me bambina per mano a mia madre, a Lerici. Io camminavo e tu saltellavi nel tuo modo goffamente gioioso al mio fianco, né troppo lontano, né troppo vicino. Ad un tratto il panico mi ha avvolta: non riuscivamo a trovare la mia auto e così abbiamo continuato ad andare  avanti e indietro, indietro e avanti per quel lungomare che poi si divaricava e si divaricava ancora e non siamo riusciti a raggiungere la meta. Ma  quando stamani ho raccontato ad Andrea (tuo padre) il sogno che avevo fatto anche lui mi ha detto di averti sognato in un'analoga situazione. Ti aveva portato a passeggio in campagna, come spesso faceva, ma ad un certo punto inerpicandosi verso una montagna sempre più alta non siete riusciti a ritrovare la strada per tornare a casa. Cosa volevi dirci Ma...

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